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Commissionato dalla famiglia Ceretto a Francesco Clemente l’ampio affresco impreziosisce le pareti del Ristorante Piazza Duomo dall'agosto del 2007.
L’insieme pittorico si sviluppa intorno all’idea dominante dell’albero della vite e della vita, un’ampia pianta della cuccagna, omaggio alla famiglia committente. La foglia d’uva che campeggia nella navata centrale abbraccia un mappamondo con i suoi cinque continenti, mentre i tralci si ramificano in una serie di immagini metaforiche: oggetti votivi, un paniere che custodisce il duplice autoritratto dell’autore, una barca e delle stelle, una coppia che richiama le figure di Adamo ed Eva.
La tecnica adottata è l’affresco realizzato con colori tenui che si ispirano al paesaggio langarolo, con una tavolozza che gioca sui verdi, i grigi e il rosso pompeiano.
Francesco Clemente, napoletano, classe 1952, inizia a produrre un ricco e articolato gruppo di opere a partire dagli anni 70. Accanito viaggiatore, ha differenziato il suo linguaggio figurato, attingendo dalle tradizioni culturali e dalle fonti stilistiche con cui viene in contatto nei numerosi viaggi compiuti in Italia, in India, a New York ma anche nel Sud Ovest dell’America e dei Caraibi.
Si trasferisce a Roma nel 1970 per studiare architettura. I suoi mentori dell’epoca sono Alighiero Boetti e Luigi Ontani ma anche Joseph Beuys e Cy Twombly. Dal 1973 approfondisce la sua conoscenza dell’India assorbendo l’ispirazione dall’eredità mistica del paese e dalle sue arti contemporanee. Nel 1979 si unisce al movimento della Transavanguardia, teorizzato dal critico Achille Bonito Oliva divenendo uno degli esponenti di maggior rilievo assieme a Cucchi, Chia, De Maria e Paladino.
A partire dal 1981, Clemente si è trasferito definitivamente a New York, affascinato dalla diversità culturale e dal fermento della città, e qui si ‘converte’ alle grandi dimensioni collaborando a numerosi progetti con altri artisti tra i quali Jean-Michel Basquiat e Andy Warhol e poeti illuminati Robert Creeley, Allen Ginsberg, John Wieners. Nel suo percorso Clemente ha sperimentato tecniche e materiali differenti intercambiandoli, dai colori ad olio agli acquerelli, dall'inchiostro ai pastelli fino alla scultura.
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