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Tutto è iniziato oltre
70 anni fa, quando Riccardo Ceretto ha deciso di raccogliere
l’energia
di una terra dalle caratteristiche uniche per impiantarvi i primi
vigneti. La stessa energia l’ha trasmessa ai figli, Bruno e Marcello, che con creatività e lungimiranza hanno portato
il nome di famiglia a diventare una realtà di primo piano
in tutto il mondo. In poco più di 30 anni hanno creato una
rete di piccole aziende agricole autonome tra Langhe e Roero ed
hanno acquistato e accuratamente selezionato più di 120
ettari per produrre vini che negli anni hanno conquistato i palati
più raffinati (i Barolo di Bricco Rocche, i Barbaresco di
Bricco Asili, l'Arneis Blangè, il Moscato dei Vignaioli
di Santo Stefano, il Dolcetto, la Barbera, il Langhe Monsordo...).
I “Barolo
brothers” (è l’appellativo con
cui sono noti Bruno e Marcello oltreoceano) dagli anni 60 non hanno
mai perso di vista l’obiettivo principale, produrre vini
piemontesi di altissima qualità, rispettando la tradizione,
ma il grande amore per il territorio in cui vivono li ha resi consapevoli
che il “prodotto” più che un traguardo era un
punto di collegamento tra la loro arte, cioè l’arte
enoica, e l’arte tout court. Prendono quindi vita operazioni
come la Cappella di Sol LeWitt e David Tremlett, l’esempio
forse più eclatante, nel vigneto del Barolo a Brunate, un’opera
di grande impatto emotivo dai colori decisi e puri o il Cubo nella
cantina di Bricco Rocche, una struttura con spigoli vivi, dura
come il lavoro della terra, preziosa, come il territorio in cui
trova il suo “incastro”, trasparente per identificarsi
completamente con il paesaggio. Per non dimenticare gli appuntamenti
letterari con scrittori e giornalisti di fama, iniziati 12 anni
fa col Premio Langhe-Ceretto e mantenuti vivi dalla Festa del Blangè.
Una
sfida continua raccolta oggi con grande entusiasmo anche da noi
4 giovani Ceretto, Alessandro, Federico, Lisa e Roberta.
www.ceretto.com |
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